Il pezzo è stato scritto per STILELIBERO di Ottobre. Si tratta di un pezzo scritto a sei mani, con Francesca Grego e Marta Righetto.
In qualche modo, ‘na roba sperimentale.
Maschi e Femmine. Donne e Uomini. Li abbiamo sempre pensati come se fossero due soli generi. Ma se così non fosse? Se le differenze fossero tali da farli diventare… quattro? E cercassero di parlare tra di loro?
FEMMINA: “Per me la carriera viene prima di tutto. Rinuncio agli affetti. Calpesto se necessario. E’ come se fossi in guerra: non ho regole. Non conosco la solidarietà, temo ed ostacolo le altre donne. E mi alleo con i maschi contro di loro”.
DONNA: “Non ho bisogno di portare i pantaloni per dimostrare che ho le palle. Non ho intenzione di rinunciare ai miei affetti, perchè carriera e vita possono convivere. So lottare per i miei diritti, ma non ne calpesto alcuno. Mi faccio degli scrupoli, mi impongo delle regole. So fare un passo indietro per lasciare il posto a chi lo merita di più”.
MASCHIO: “Non concepisco che una donna sia più competente di me. Se ha fatto carriera, di sicuro l’ha data via. Io non creo collaborazioni, solo rapporti commerciali. Tutti sono un potenziale nemico. E non genero relazioni. Mi limito semplicemente a consumarne”.
UOMO: “Io condivido l’importanza degli affetti con la mia compagna. Non credo alla guerra tra sessi o tra colleghi, ma rimango competitivo. Cerco di essere un duro senza mai perdere la tenerezza Si so che può sembrare banale, ma vado a fare la spesa e cambio i pannolini. E non me ne vergogno.
DONNA: “Non accetto la netta divisione dei ruoli. Riparo anche il rubinetto se serve. Faccio lavori da uomo se devo, ma non rinuncio mai alla mia femminilità. Posso imbracciare un fucile, ma ci sarà sempre lo smalto sulle mie unghie. Ascolto il mio uomo, cerco di comprenderlo, ma non sono il suo zerbino. Sto imparando a conoscere il suo mondo, che apprezzo e rispetto, ma mi tengo stretto anche il mio. Lo amo, ma non con egoismo. Per me l’amore non è possesso. Ho a cuore la mia dignità. Amo moltissimo i suoi pregi, ma non lo vorrei mai senza i suoi difetti. Cerco condivisione. Posso essere disincantata a volte, ma so ancora sognare. E mi fido. Mi fido ciecamente”.
FEMMINA: “Credo che amare significhi essere ad immagine e somiglianza del proprio compagno. Per il mio, io mi sono annullata. Alcuni dicono che difetto in fiducia e dignità. Ma non è vero”.
MASCHIO: “Io sono il suo principe azzurro. Non è mancanza di fiducia, è che lei mi appartiene e devo proteggerla da tutto sempre e comunque. Non sa riparare un rubinetto, è inutile, sbaglia sempre. Dovrebbe lasciar perdere i lavori da maschio. Che pensi alla cena. Non mi voglio lamentare di lei, per carità. Però non cucina come mia madre, non è intraprendente come mia sorella, non è sexy come la mia ex, ma soprattutto, non ha il culo della Satta”.
UOMO: “Io voglio una compagna, non un’altra mamma. Non voglio annullarmi per lei, e guai se lei lo fa per me. Non pretendo degli spazi che siano solo miei, non ho nulla da cui scappare. Certo questo non significa che pretenda che lei sia sempre con me. C’ è fiducia reciproca. L’amo ma non la possiedo, non confondo le due cose. Eppure, lei rimane un’eco costante nella mia mente”.
MASCHIO: “E femene xe a negasion del calcio, non sono in grado di capire un gioco tanto semplice”.
FEMMINA: “Mi presto volentieri a giocare in lingerie, se questo fa piacere al mio lui”.
UOMO: “Io guardo il calcio. Non sono un moralista, lo trovo esteticamente piacevole. Però a volte è un po’ triste. Non condivido il fanatismo che gli sta attorno, lo rende meno sport, meno seducente. C’è da dire, però, che in fondo anca mi penso che e femene sia a negasion del calcio”.
DONNA: “A volte ho l’impressione che il calcio sia vivo, lo fanno sembrare dotato di sentimenti. Che tristezza. Non mi piace quell’isteria sessista che è diventato. Ecchecavolo! Se non parlo di calcio, magari è solo perchè non mi interessa, non perchè non ghin capisso un casso!”
Maschi e Femmine li creò.
Uomini e Donne si crearono.


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