Ricomincio. O meglio, riparto. Perchè sono fatto così.
Perchè mi piacerebbe raccontarmi come il prode guerriero della questua del Graal, che prende mazzate su mazzate ma si rialza di continuo. E continuamente continua a continuare. Solo che.
Solo che non lo sono.
Solo che a volte continuare sembra una maledizione.
Continuare ci porta dentro il giorno della Marmotta. Dove miglioriamo, sia chiaro. Continuare a fare le stesse cose ci rende più facile farle. Ma dopo un po’ stanca.
E allora? E allora si ricomincia.O magari si riparte.
Ecco, meglio si riparte. Avventure nuove, strade nuove, persone nuove. Perchè ogni giorno che passa ci rende un po’ diversi, un po’ meno giovani, un po’ meno maturi. Un po’ più scontati e simili agli altri. Un po’ più ghiaia di questo fiume che è il tempo.
Non butto via niente. Le cose vecchie che ho scritto altrove resteranno in parte Altrove, come i libri che ho lasciato a casa dei miei genitori quando mi sono trasferito. Altre cose le riporto qui. Perchè ci tengo, mi sono care. Come i libri che dalla mia camera sono partiti con me, e stanno accanto ai libri di Lei nella nostra casa.
Se mi riesce, li metto in ordine cronologico.
Però Riparto. Torno a parlare della Spianata dei Capannoni e di Altrove. Torno a scrivere dei personaggi da favola che incontro nella vita reale. Perchè mi va, e perchè ne ho bisogno. Se poi qualcuno mi legge tanto meglio. Se no va bene lo stesso. Riparto, sono in movimento. Difficile pensare di essere il centro di qualcosa, se sei in movimento.

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