tuo padre e tua madre. Due.
Tua sorella e la sua fidanzata. Quatto.
Gli amici con cui giochi a calcetto. Quattordici
La tua compagna. Quindici
I tuoi colleghi di scrivania. Diciotto.
Il panettiere, il meccanico, il tabaccaio, il benzinaio. Ventidue.
Tua figlia. Ventitré.
E i suoi compagni Di classe. Quarantatré.
E quelli delle altre tre sezioni. Centotre.
E quelli delle altre quattro classi. Trecento ventitré.
E le maestre, una per classe. Trecento quarantatré.
Con la preside, i segretari e i bidelli fanno trecentocinquanta.
Quelli del bar che fanno colazione con te, e alla sera fanno Spritz. Facciamo quattrocento.
Il prete, il sacrestano, le suore dell’asilo. Quattrocentododici.
I farmacisti e l’ottico. Quattrocento diciassette.
Le commesse carine del negozio di scarpe. Quattrocento ventuno.
Le cassiere del supermercato e quelli della gastronomia. Quattrocento quaranta.
Quelli che lavorano nella tua azienda. Quattrocento novanta.
E le loro compagne e compagni.Cinquecento trenta.
qualcuno aveva figli. Cinquecento cinquanta cinque.
Tutti avevano ancora il padre o la madre. Seicento cinque.
Il tuo assicuratore, la sua impiegata. E le loro famiglie. Seicentododici.
Il tuo medico. E sua moglie. Seicento quattordici.
I tuoi vicini. Seicento venticinque.
Il chioggiotto del banco del pesce e quello dei colli che vende miele. Seicento ventisette.
È tutto il resto del mercato del sabato mattina. Seicentocinquanta.
Il postino e i suoi colleghi. Seicento sessanta.
Il tuo gruppo preferito. Seicento sessantaquattro.
La tua squadra di calcio del cuore. Seicento settantacinque.
I tuoi suoceri, i tuoi cognati. Seicento ottantuno.
I ragazzini che aspettano il tram davanti a casa tua. Seicento novantuno.
L’autista, il controllore. Seicento novantatré.
Sei sconosciuti che incroci per strada. Seicento novantanove.
Tu. Settecento
Tutti affogati come cani.
Non so tu, ma io non ci trovo proprio niente da ridere.

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