Chioggia è sempre una sopresa.
La sua spiaggia, specie d’inverno, non può certo competere con le altre della Riviera Adriatica, eppure è mare – con il suo fascino e la sua maestosità. Peccato solo che sia Febbraio, e la città e la spiaggia non siano ancora pronte ad accogliere i turisti, che oggi sono calati come un’invasione improvvisa.
Il centro, invece, è tutta un’altra cosa. E’ ancora tempo di carnevale, e anche se non è Venezia, si sente nell’aria quel gusto per le maschere che è patrimonio comune con la Serenissima.
E’ pieno di Padovani, qua, ma pieno al punto da rendere complicato parcheggiare e passeggiare. Se Venezia è terra per turisti “foresti”, Chioggià sembra invasa da quelli del Feudo. I chioggiotti mal sopportano questa calata di gitanti, che sono usciti col primo sole come le lumache dopo la pioggia e che si riversano nelle strade, affollando i bar e facendo foto a quello che per i locali è casa, lavoro, spazio di svago.
Ma Chioggia ha il suo fascino, una storia che la lega intimamente a Venezia ma che la tiene comunque separata da San Marco. Se la Serenissima in qualche modo è nata qui, qui è passata anche una storia solo di Chioggia. Non solo pescatori e marinai, ma anche qualcuno dei Mille di Garibaldi. Una targa sotto i portici del Comune li ricorda ancora, e fa sorridere pensare che gli antenati degli indipendentisti del Tanko erano ragazzi pronti a farsi sparare per l’Unità D’Italia.

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