E’ un piccolo borgo dell’Appenino Emiliano, ai piedi del Libro Aperto. Un grosso villaggio di origine celtica costruito in pietra grigia ai bordi del fiume.
Le facciate delle case, quelle più vecchie, sono decorate dal Sole delle Alpi, ma i leghisti non c’entrano niente: l’area è un antico insediamento celtico, come testimoniano alcune capanne nelle vicinanze e le Marcolfe che guardano le strade. La presenza celtica sembra confermata anche dall’altezza delle mummie di Roccapelago – gente che nel 1400 era alta un metro e ottanta.
Nel centro del paese c’è un piccolo oratorio dedicato a San Rocco. Il santo qui è molto venerato, soprattutto in virtù del fatto che i morti per peste furono pochissimi.

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