SOBRIAMENTE

Sobriamente mi piacerebbe ricordare che, prima di QUEL 25 Aprile in Italia NON SI POTEVA
– votare
– trasferirsi liberamente da un comune all’altro
– leggere libri e giornali che non fossero approvati dal governo
– ascoltare musica “negroide” (jazz e blues)
– pubblicamente, e a volte nemmeno privatamente, dissentire dal Governo
– dare nomi stranieri ai figli
– dare nomi stranieri ai locali
– andare a scuola o insegnare o lavorare nella pubblica amministrazione se si era ebrei
– circolare liberamente, leggi confino o carcere, se si era dichiaratamente antifascisti
– appartenere ad associazioni come gli scout o l’azione cattolica
– usare il proprio cognome se suonava slavo, tedesco o francese
– eleggere sindaci, presidenti della provincia, della Regione
– essere liberamente single
– amare liberamente persone dello stesso sesso
– ad un certo punto fu vietato agli uomini di portare a spasso cani di piccola taglia, per preservare la “virilità della nazione”

Sobriamente, il 25 aprile fu una data divisiva: da una parte i fascisti e dall’altra TUTTI GLI ALTRI.
Monarchici e Comunisti, Democristiani e Socialisti, Repubblicani e Azionisti. Quelli che volevano un’Europa Federale e quelli che credevano nella necessità che tutti gli Stati democratici diventassero parte degli USA. Cristiani e non cristiani, marxisti e non marxisti. Civili e Militari. Internazionalisti e Nazionalisti.
In quella data divisiva, nelle brigate partigiane che supportarono gli Alleati nella liberazione, tra i civili che speravano semplicemente che la bufera passasse e non portasse altri lutti, c’era posto per tutti.
C’era così tanto posto che alle elezioni del 1948 poterono presentarsi anche i missini di Almirante e Romualdi (che dello stato e del partito fascista furono funzionari)

Sobriamente vorrei ricordare che chi non si riconosce in questa data, per contrasto, non può che riconoscersi negli altri.
Che è legittimo, per carità. Ma per onestà intellettuale mi permetto di ricordare le parole di Vittorio Foa a Giorgio Pisanò : “Se aveste vinto voi, io sarei ancora in prigione. Siccome abbiamo vinto noi, tu sei senatore -. Questa è una differenza capitale”

Sani. E Liberi. 

Tag

Lascia un commento

Ava Reed is the passionate and insightful blogger behind our coaching platform. With a deep commitment to personal and professional development, Ava brings a wealth of experience and expertise to our coaching programs.

About the Coach ›

Newsletter

Weekly Thoughts on Personal Development

We know that life's challenges are unique and complex for everyone. Coaching is here to help you find yourself and realize your full potential.

About the Coach ›

È questo il tuo nuovo sito? Accedi per attivare le funzionalità di amministrazione e ignora questo messaggio
Accedi